Via Atenea, alle 20.30 il “salotto buono” tra i rifiuti. A Taormina hanno già risolto: Ad Agrigento basterebbe copiare. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – La fotografia è stata scattata alle 20.30 di ieri sera e non ritrae una periferia dimenticata. Siamo in via Atenea, quello che da sempre viene definito il “salotto buono” di Agrigento.
Sacchi dell’immondizia lungo una scalinata, contenitori, plastica e rifiuti praticamente davanti alle attività commerciali. E non siamo davanti a un episodio eccezionale: la scena si ripete praticamente ogni giorno.
Proprio nelle ore in cui residenti e turisti dovrebbero passeggiare nel cuore commerciale della città, via Atenea presenta anche questo biglietto da visita.
Eppure per capire come si potrebbe intervenire non occorrono consulenze, studi milionari o viaggi nelle grandi capitali europee.
Basterebbe copiare Taormina.
A Taormina lo hanno già fatto
La differenza è sostanziale.
A Taormina non stanno pensando a come riorganizzare il conferimento dei rifiuti nel centro storico: lo hanno già fatto.
Dal 1° aprile 2026 è in vigore il calendario estivo della raccolta differenziata, valido fino al 31 ottobre. Per l’asse commerciale compreso tra Porta Catania e Porta Messina – quindi Corso Umberto e le principali strade del cuore turistico – l’esposizione dei rifiuti domestici e non domestici è prevista nella fascia dalle 23 alle 5.
Una scelta facilmente comprensibile: evitare che durante le principali ore serali il “salotto” della città venga trasformato in un percorso tra sacchi e contenitori.
E non si tratta nemmeno di un’intuizione nata ieri. La stessa relazione di inizio mandato dell’amministrazione taorminese ricostruisce come il problema dell’esposizione serale dei rifiuti lungo Corso Umberto fosse stato affrontato già dal 2023, proprio perché sacchi e conferimenti compromettevano il decoro e costringevano i frequentatori del centro a vere e proprie “gincane”.
Poi il sistema è stato ulteriormente organizzato
Nel 2026 il modello è stato ulteriormente affinato.
A maggio è stata riorganizzata anche l’isola mobile di via Kitson, destinata ad alcune categorie di strutture ricettive e attività commerciali del centro, con possibilità di conferimento nella fascia 11.30-14.30.
A giugno, inoltre, la Polizia Locale è intervenuta dopo avere riscontrato contenitori lasciati sul suolo pubblico oltre gli orari consentiti e sacchi, cartoni e imballaggi depositati accanto ai contenitori, richiamando le attività commerciali al rispetto delle regole.
Quindi regole, organizzazione e controlli.
Non la scoperta dell’acqua calda.
E ad Agrigento?
Torniamo alla fotografia.
Sono le 20.30 di una sera d’agosto.
Siamo in via Atenea.
E i sacchi sono lì.
È questa la differenza che dovrebbe interessare l’amministrazione comunale di Agrigento.
Non si tratta di sostenere che Taormina sia una città perfetta o che non abbia problemi. Si tratta semplicemente di prendere atto che un problema analogo è stato affrontato con una diversa organizzazione del servizio.
Perché Agrigento non potrebbe fare altrettanto?
Perché via Atenea non potrebbe avere orari specifici di esposizione?
Perché non prevedere regole dedicate alle attività commerciali, contenitori adeguati e controlli sistematici?
Soprattutto: perché i rifiuti devono essere esposti proprio mentre il centro cittadino dovrebbe vivere il momento di maggiore frequentazione?
Il turista non conosce il calendario: vede Agrigento
C’è poi un aspetto che dovrebbe essere elementare.
Il turista che alle 20.30 percorre via Atenea non conosce il contratto dei rifiuti di Agrigento.
Non sa chi abbia lasciato il sacchetto.
Non sa a quale ora passerà il mezzo.
Non conosce le competenze dell’impresa, del Comune o degli esercenti.
Vede semplicemente una cosa:
Agrigento.
E se il “salotto buono” della città si presenta con i sacchi dell’immondizia davanti alle attività commerciali, quella diventa l’immagine che Agrigento offre.
I “top player” possono anche copiare
Il sindaco Michele Sodano ha presentato la propria squadra amministrativa puntando molto sulle competenze e sulle professionalità chiamate a farne parte, con tanto di definizione di “top player”.
Benissimo.
Proprio per questo dai “top player” ci aspetteremmo soluzioni.
E questa volta non chiediamo neppure di inventarne una.
È già stata inventata. È già stata applicata. Ed è già in funzione in un’altra città siciliana.
Bisogna soltanto studiarla, adattarla alle esigenze di Agrigento e, se ritenuta valida, applicarla.
Qualche volta copiare non significa essere meno bravi.
Significa semplicemente avere l’intelligenza amministrativa di riconoscere una buona pratica e utilizzarla.
Alle 20.30 via Atenea dovrebbe essere altro
La fotografia resta lì e racconta più di mille dichiarazioni.
Alle 20.30 di una sera d’agosto, via Atenea dovrebbe essere illuminata dalle vetrine, attraversata dai turisti, occupata dai tavolini e animata dai cittadini.
Non dovrebbe avere come elemento del proprio arredo urbano i sacchi dell’immondizia.
A Taormina il problema se lo sono posto e hanno cambiato l’organizzazione.
Ad Agrigento continuiamo invece a fotografarlo.
E forse, questa volta, alle “eccellenze” e ai “top player” della giunta comunale basterebbe fare la cosa più semplice:
copiare ciò che altrove è già stato fatto.
Perché amministrare bene non significa necessariamente inventare ogni volta qualcosa di nuovo.
Significa anche vedere ciò che funziona, copiarlo e farlo funzionare nella propria città.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

