Agrigento, non solo sindaco e Giunta: Ai consiglieri il gettone massimo. Tre determine fotografano quanto costa la politica a Palazzo dei Giganti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Il quadro adesso è praticamente completo. Dopo le determine sulle indennità del sindaco Michele Sodano, del vicesindaco, degli assessori, del presidente del Consiglio comunale e del vicepresidente vicario, arriva anche il provvedimento relativo ai 24 consiglieri comunali.
Ed anche in questo caso il Comune sceglie la misura massima prevista: 32,53 euro per ogni effettiva partecipazione alle sedute del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari permanenti.
Lo stabilisce la determinazione dirigenziale n. 2465 del 13 agosto 2026 Determina+Dirigenziale+2026-2465, avente per oggetto proprio la «Determinazione gettoni di presenza dei consiglieri comunali» dopo le elezioni amministrative del 24/25 maggio e 7/8 giugno 2026.
Tre determine pubblicate praticamente insieme consentono quindi di mettere in fila il costo delle principali cariche politiche del Comune. E il tema diventa inevitabilmente politico dopo quanto abbiamo ascoltato nelle ultime settimane sulle difficoltà finanziarie dell’ente, sull’aumento della TARI che l’amministrazione avrebbe voluto approvare e sulle possibili ripercussioni sui servizi essenziali, a cominciare dagli ASACOM per gli studenti con disabilità.
Consiglieri comunali: 32,53 euro a presenza, nella misura massima
La nuova determina ricorda che il Consiglio comunale di Agrigento è composto da 24 consiglieri e che l’assemblea si è insediata il 26 giugno 2026.
Il Comune richiama quindi la precedente determinazione n. 2368 dell’11 dicembre 2020, con la quale era stata adeguata la misura massima dei gettoni di presenza.
E il dispositivo del nuovo provvedimento non lascia spazio a interpretazioni:
«Di riconoscere la misura massima dei gettoni di presenza spettanti ai Consiglieri comunali».
La cifra stabilita è 32,53 euro(al lordo) per l’effettiva partecipazione alle sedute del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari permanenti, con decorrenza dall’insediamento nella carica.
Dunque anche per i consiglieri comunali viene confermato il massimo previsto dal quadro normativo richiamato nell’atto.
Sindaco Sodano: 6.273,89 euro mensili
La determina sui consiglieri completa una fotografia che avevamo iniziato a ricostruire attraverso gli altri provvedimenti pubblicati dal Comune.
Per il sindaco Michele Sodano, la determina n. 2466 indica un’indennità base di 4.596 euro, alla quale si aggiungono 1.677,89 euro di contributo regionale, arrivando a 6.273,89 euro mensili lordi.
Per il vicesindaco Giovanni Crosta il totale indicato è di 4.705,42 euro mensili.
Per il presidente del Consiglio Giovanni Civiltà si arriva a 3.764,34 euro.
Per gli assessori aventi diritto alla misura intera, l’importo indicato è anch’esso di 3.764,34 euro mensili, mentre per quelli ai quali si applica la riduzione del 50% gli importi sono conseguentemente inferiori.
E la determina n. 2467 ha successivamente definito anche la posizione del vicepresidente vicario Marco Vullo, riconoscendogli 1.654,56 euro mensili.
Il prospetto aggiornato
Mettendo insieme le determine pubblicate dal Comune, questa è la fotografia delle indennità mensili lorde:
| Amministratore | Carica | Totale mensile lordo |
|---|---|---|
| Michele Sodano | Sindaco | € 6.273,89 |
| Giovanni Crosta | Vicesindaco | € 4.705,42 |
| Giovanni Civiltà | Presidente Consiglio | € 3.764,34 |
| Marco Vullo | Vicepresidente vicario | € 1.654,56 |
| Dario Cipolla | Assessore – misura 50% | € 1.882,37 |
| Roberta Lala | Assessore | € 3.764,34 |
| Maria Miccichè | Assessore | € 3.764,34 |
| Giuseppe Riccobene | Assessore – misura 50% | € 1.882,17 |
| Umberto Rumolo | Assessore | € 3.764,34 |
| Eleonora Maria Sciortino | Assessore – aspettativa dal 1° luglio | € 3.764,34 |
| Elisabetta Torregrossa | Assessore | € 3.764,34 |
| Raffaele Trano | Assessore | € 3.764,34 |
A questi importi vanno adesso aggiunti i gettoni dei consiglieri comunali, pari a 32,53 euro per ciascuna effettiva partecipazione alle sedute di Consiglio e delle Commissioni permanenti. Non è possibile trasformare questo dato in un costo mensile fisso senza conoscere il numero effettivo delle presenze e delle sedute di ciascun consigliere.
Tutto legittimo. Ma la questione è politica
È bene chiarirlo ancora una volta: stiamo parlando di somme previste dalla normativa e determinate attraverso atti amministrativi.
Il problema posto da Report Sicilia non è quindi la legittimità delle indennità o dei gettoni.
La questione è un’altra.
È politica.
Perché nelle stesse settimane in cui vengono determinate le indennità e riconosciuta ai consiglieri la misura massima del gettone di presenza, agli agrigentini è stato spiegato che il mancato aumento della TARI avrebbe costretto l’amministrazione a rivedere la propria programmazione finanziaria, con conseguenze prospettate anche sui servizi.
Ed è stato richiamato persino il servizio ASACOM, cioè l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione destinata agli studenti con disabilità.
Prima di dire che non ci sono soldi per gli ASACOM, guardiamo anche qui
È proprio questo il punto.
Se davvero le casse comunali attraversano una condizione così difficile da rendere necessario chiedere ulteriori sacrifici alle famiglie attraverso la TARI, allora è legittimo domandare se la politica abbia fatto tutto quello che poteva fare sul proprio fronte.
Giuseppe Di Rosa aveva proposto durante la campagna elettorale e successivamente ribadito una riduzione volontaria delle indennità degli amministratori.
Una proposta che oggi, alla luce delle determine pubblicate, assume un significato ancora più concreto.
Non si tratta soltanto del sindaco.
Ci sono il vicesindaco, gli assessori, il presidente del Consiglio, il vicepresidente vicario e adesso i gettoni dei 24 consiglieri.
Servizi essenziali significa persone
E quando parliamo di servizi essenziali bisogna anche spiegare di cosa stiamo parlando.
Parliamo degli ASACOM, quindi dell’assistenza necessaria agli studenti con disabilità per esercitare concretamente il loro diritto allo studio e all’inclusione scolastica.
Parliamo dei servizi sociali, dell’assistenza alle famiglie in difficoltà e delle prestazioni che un Comune deve riuscire a garantire alle fasce più fragili della popolazione.
Parliamo di servizi sui quali non dovrebbe essere scaricato il peso del confronto politico sulla TARI.
Se bisogna trovare risorse, prima di prospettare riduzioni proprio lì, forse bisognerebbe mettere sul tavolo ogni possibile economia.
Anche quella della politica.
Quanto resta realmente in tasca? Sono importi lordi
Naturalmente va fatta un’altra precisazione fondamentale: tutte le indennità riportate sono importi lordi, non rappresentano quindi quanto effettivamente rimane nelle tasche degli amministratori.
L’IRPEF è progressiva per scaglioni: l’aliquota applicabile a una determinata fascia di reddito non viene applicata automaticamente all’intero reddito. Al calcolo dell’imposta vanno inoltre aggiunte le addizionali e considerate eventuali detrazioni e la situazione fiscale individuale.
Di conseguenza non sarebbe corretto prendere, ad esempio, i 6.273,89 euro mensili lordi indicati per il sindaco e presentarli come una somma netta percepita.
Ma questo non modifica il dato che interessa sotto il profilo amministrativo e politico: le determine fotografano il valore lordo delle indennità riconosciute alle cariche istituzionali.
Prima i sacrifici della politica, poi quelli degli agrigentini
Alla fine, la domanda resta sempre la stessa.
Se davvero servono sacrifici, perché non cominciare da Palazzo dei Giganti?
Non diciamo di abolire le indennità.
Non sosteniamo che chi amministra debba lavorare gratuitamente.
Chiediamo qualcosa di molto più semplice: se si ritiene necessario aumentare la TARI per trovare risorse e si arriva a parlare delle possibili conseguenze sugli ASACOM e sugli altri servizi essenziali, la politica dia per prima un segnale.
Riduca volontariamente una parte delle proprie indennità.
Valuti una riduzione dei costi complessivi degli organi politici attraverso gli strumenti consentiti dalla legge.
E dimostri agli agrigentini che prima di chiedere loro un euro in più è stato fatto tutto il possibile dentro il Palazzo.
Perché la determina n. 2465 aggiunge l’ultimo tassello: anche per i consiglieri comunali viene riconosciuto il gettone nella misura massima di 32,53 euro a presenza.
Tutto previsto dalla legge.
Tutto legittimo.
Ma se i soldi non bastano per i servizi essenziali, la domanda su chi debba cominciare a fare sacrifici diventa ancora più difficile da evitare.
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Fonte: Report Sicilia
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