Agrigento – Pitrola indagato per avere dato acqua ai suoi cittadini: Quando un sindaco sceglie di assumersi le responsabilità. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

C’è un dato che oggi dovrebbe fare riflettere tutti i sindaci della provincia di Agrigento.
Il sindaco di Ravanusa, Salvatore Pitrola, dopo avere proclamato lo stato di emergenza idrica, riattivato un pozzo comunale e autorizzato la distribuzione dell’acqua con le autobotti per fronteggiare una situazione che lasciava migliaia di cittadini senz’acqua per settimane, è finito sotto indagine nell’ambito della vicenda relativa al sequestro del pozzo. La notizia è stata resa pubblica nelle ultime ore.
Al di là di come si concluderà l’inchiesta, sulla quale sarà la magistratura a fare piena luce, emerge un fatto politico e amministrativo difficilmente contestabile: Pitrola ha deciso di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Qualcuno potrà ritenere che abbia esagerato. Qualcun altro potrà sostenere che avrebbe dovuto attendere procedure diverse. Ma una cosa appare evidente: non è rimasto a guardare mentre i propri concittadini aspettavano l’acqua.
Quando, a luglio, il sindaco proclamò lo stato di emergenza idrica, spiegò che il problema non era la disponibilità della risorsa negli invasi, bensì le difficoltà nella distribuzione. Per questo dispose il prelievo dal pozzo comunale di Cianciaramito e organizzò il servizio con le autobotti, assumendosi ogni responsabilità amministrativa e politica della decisione.
È questo che distingue un amministratore che governa da chi preferisce limitarsi a inviare lettere, diffide, comunicati o post sui social.
Un sindaco, quando ritiene che vi siano i presupposti di una grave emergenza sanitaria e sociale, ha il dovere di valutare l’adozione di tutti gli strumenti straordinari che l’ordinamento gli mette a disposizione. Sono scelte che comportano responsabilità, anche personali. A volte possono perfino esporre a verifiche giudiziarie. Ma fanno parte dell’esercizio della funzione pubblica.
Se poi un giudice stabilirà che quelle decisioni erano corrette o meno, sarà la giustizia a dirlo.
Nel frattempo resta una domanda che molti cittadini della provincia di Agrigento continuano a porsi.
Mentre a Ravanusa un sindaco firma ordinanze straordinarie, riattiva pozzi e mette in moto le autobotti rischiando in prima persona, quanti altri primi cittadini hanno davvero utilizzato tutti gli strumenti previsti dalla legge per garantire il diritto fondamentale all’acqua?
Perché amministrare significa anche assumersi responsabilità. A volte comporta rischi. Ma è esattamente questo che i cittadini si aspettano da chi hanno eletto.
La vicenda di Salvatore Pitrola, al di là dell’esito dell’indagine, apre quindi una riflessione destinata ad andare ben oltre i confini di Ravanusa: un sindaco deve limitarsi a denunciare i problemi oppure deve fare tutto ciò che la legge gli consente per risolverli, assumendosene ogni responsabilità?
È una domanda che oggi riguarda l’intera provincia di Agrigento.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

