Agrigento, Vullo mette l’MPA «a completa disposizione» di Sodano: L’inciucio annunciato comincia a venire alla luce. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il Vicepresidente vicario del Consiglio comunale, esponente del partito di Roberto Di Mauro, rivela una precedente riunione in sala Giunta e conferma la disponibilità del gruppo a lavorare con l’Amministrazione. Dopo l’elezione di Giulio Cinque alla vicepresidenza della Fondazione Pirandello, l’asse politico non è più soltanto un’ipotesi
Adesso non è più soltanto Report Sicilia a ipotizzare un’intesa politica tra il sindaco Michele Sodano e il centrodestra riconducibile a Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo.
A parlare pubblicamente è Marco Vullo, vicepresidente vicario del Consiglio comunale ed esponente dell’MPA, il partito che ad Agrigento ha come principale riferimento politico proprio Roberto Di Mauro. Il ruolo istituzionale di Vullo è confermato dal sito ufficiale del Comune.
Il suo intervento in aula contiene affermazioni che non possono essere liquidate come semplice cortesia istituzionale.
Vullo ha parlato di una precedente riunione svolta in sala Giunta tra l’Amministrazione e i capigruppo.
Ha affermato che l’aula si era messa «totalmente a disposizione» del Sindaco e dell’Amministrazione.
Ha dichiarato:
«Io sono a tua completa disposizione, il gruppo è a tua completa disposizione».
Ha aggiunto che Sodano avrebbe bisogno di tempo per amministrare e ha chiesto una nuova convocazione per condividere le future scelte dell’Amministrazione.
Se questo non è ancora un accordo politico formalizzato, gli somiglia moltissimo.
«L’aula si era messa totalmente a disposizione»
Le parole pronunciate da Vullo sono chiarissime.
Il vicepresidente vicario ha ricordato una precedente riunione in sala Giunta nella quale l’aula si sarebbe messa «a disposizione totalmente» del Sindaco e della sua Amministrazione.
Non soltanto.
Vullo ha raccontato che in quella sede sarebbe stato chiesto a Sodano di «trovare un momento di equilibrio per la città» e di mettere da parte gli scontri.
Ha quindi confermato la propria disponibilità personale e quella del gruppo politico:
«Io sono a tua completa disposizione, il gruppo è a tua completa disposizione».
Di quale gruppo parla?
Dell’MPA, forza politica riconducibile a Roberto Di Mauro.
E per fare cosa si mette a disposizione?
Per ascoltare le proposte dell’Amministrazione, suggerire soluzioni, condividere le scelte e consentire al Sindaco di avere il tempo necessario per lasciare la propria impronta sulla città.
Non siamo più davanti a un’ipotesi formulata da un giornale.
Siamo davanti alla dichiarazione pubblica di uno dei massimi rappresentanti istituzionali del centrodestra dentro il Consiglio comunale.
Una riunione politica già svolta in sala Giunta
C’è un passaggio che merita particolare attenzione.
Vullo ha rivelato che una prima riunione tra Amministrazione e capigruppo si sarebbe già svolta in sala Giunta.
Ha inoltre lamentato che, dopo quell’incontro, non sarebbe arrivata una nuova convocazione da parte del Sindaco per continuare il confronto.
Quindi il dialogo non deve ancora cominciare.
È già cominciato.
Chi partecipò esattamente a quella riunione?
Quali gruppi erano rappresentati?
Quali argomenti vennero affrontati?
Si parlò degli strumenti finanziari?
Furono discusse le condizioni politiche per sostenere l’Amministrazione?
Vennero affrontate nomine, incarichi o organismi partecipati?
Esiste un verbale dell’incontro?
Se si trattava di una riunione esclusivamente istituzionale, non dovrebbe esserci alcuna difficoltà a raccontarne pubblicamente contenuti e partecipanti.
Se invece era un confronto politico finalizzato alla costruzione di una nuova maggioranza, i cittadini hanno il diritto di saperlo.
Vullo non parla più come opposizione
L’intervento del vicepresidente vicario non ha il tono di un esponente dell’opposizione chiamato a controllare l’attività amministrativa.
Vullo parla al Sindaco come a un interlocutore politico al quale offrire collaborazione e sostegno.
Lo invita ad alleggerire i toni nei confronti della precedente Amministrazione, perché continuare a richiamare le responsabilità del passato potrebbe «irritare un’aula che si era messa a disposizione totalmente».
Anche questa frase è significativa.
Perché l’aula dovrebbe irritarsi se Sodano critica la precedente Amministrazione?
Quali gruppi si sentono colpiti da quella ricostruzione?
E soprattutto: perché il possibile sostegno al Sindaco dovrebbe dipendere dalla rinuncia a parlare del passato?
Vullo sembra porre una condizione politica molto precisa:
noi siamo disponibili a collaborare, ma Sodano deve smettere di attribuire responsabilità a chi ha governato prima.
È questo il nuovo patto?
Dimenticare il passato in cambio dei voti necessari per andare avanti?
«Questo Sindaco ha bisogno di tempo»
Vullo ha pronunciato anche una vera e propria difesa politica di Sodano:
«Questo Sindaco, signori, ha bisogno di tempo di amministrare, perché deve amministrare».
Parole sorprendenti se pronunciate dal vicepresidente del Consiglio appartenente allo schieramento che formalmente dovrebbe rappresentare l’opposizione.
Naturalmente ogni nuova Amministrazione ha diritto al tempo necessario per dimostrare ciò che sa fare.
Ma non spetta all’opposizione trasformarsi nella cintura di protezione del Sindaco.
Il centrodestra dovrebbe controllare, interrogare, contestare e proporre alternative.
Invece Vullo chiede all’aula di concedere tempo a Sodano, invita a superare gli scontri e conferma la completa disponibilità del proprio gruppo.
Più che un’apertura istituzionale, sembra la dichiarazione di nascita di una nuova maggioranza.
L’accordo sugli strumenti finanziari
Il momento scelto per questa dichiarazione non è casuale.
Sodano dispone soltanto di cinque consiglieri e non può approvare autonomamente gli strumenti finanziari.
Il centrodestra controlla l’aula con 19 eletti.
Bilancio, rendiconto, Documento unico di programmazione, variazioni e atti fondamentali avranno bisogno dei voti dell’opposizione.
Vullo ha anticipato il percorso:
l’Amministrazione porterà le proprie scelte;
i gruppi potranno condividerle o suggerire modifiche;
il Sindaco potrà accogliere le loro proposte;
tutti lavoreranno insieme.
È esattamente la struttura politica di un accordo.
Non una collaborazione occasionale su un singolo atto, ma un metodo stabile di confronto tra l’Amministrazione e il gruppo di Roberto Di Mauro.
Il prossimo passaggio sarà probabilmente presentato come un gesto di responsabilità.
L’MPA e altri gruppi del centrodestra sosterranno che non vogliono bloccare la città.
Daranno il numero legale o voteranno gli strumenti finanziari.
Sodano ringrazierà l’aula per la maturità dimostrata.
Ma adesso sappiamo che prima del voto c’è già stata almeno una riunione in sala Giunta e che Vullo ha offerto la «completa disponibilità» del gruppo.
Dopo Giulio Cinque, arriva Vullo
La dichiarazione assume un significato ancora più forte se collegata a quanto accaduto alla Fondazione Teatro Luigi Pirandello.
Il CdA è composto da cinque membri, quattro dei quali scelti da Michele Sodano.
Quei quattro componenti hanno i numeri per determinare ogni decisione dell’organismo.
Eppure vicepresidente è stato eletto Giulio Cinque, rappresentante nominato dal presidente della Regione Renato Schifani, già presente nella precedente governance e indicato dalla stampa nell’area politica di Forza Italia vicina a Riccardo Gallo.
Sodano non ha formalmente nominato Cinque vicepresidente.
Ma la sua elezione è stata resa possibile da un CdA controllato per quattro quinti dai componenti scelti dal Sindaco.
Senza il consenso della componente sodaniana, Cinque difficilmente sarebbe diventato numero due della Fondazione.
Prima, dunque, un segnale all’area politica di Riccardo Gallo.
Adesso la dichiarazione pubblica di completa disponibilità pronunciata dall’esponente dell’MPA di Roberto Di Mauro.
Le tessere del mosaico cominciano a incastrarsi.
Il silenzio sul caso Crosta assume un altro significato
Alla luce delle parole di Vullo, anche il silenzio del centrodestra sul caso Crosta assume un significato diverso.
Il Consiglio comunale si è riunito immediatamente dopo le dimissioni del vicesindaco.
La Giunta aveva perso il proprio numero due.
Controcorrente aveva espulso Crosta.
Sodano aveva difeso l’ex vicesindaco e attaccato Giuseppe Di Rosa e Report Sicilia.
Eppure nessuno dei 19 consiglieri di centrodestra ha chiesto spiegazioni sulla crisi politica.
Adesso Vullo rivela che l’aula si era già messa totalmente a disposizione del Sindaco.
Il silenzio era quindi casuale?
Oppure il centrodestra aveva già scelto di non mettere in difficoltà Sodano perché era in corso un dialogo politico?
L’opposizione ha rinunciato a esercitare il proprio ruolo in cambio della possibilità di partecipare alle future decisioni dell’Amministrazione?
Sono domande alle quali Vullo, Di Mauro, Gallo e Sodano devono rispondere.
L’accordo pre-elettorale e post-elettorale denunciato da Report Sicilia
Report Sicilia parla da tempo della possibilità che attorno alla candidatura di Michele Sodano si sia formato un sistema di sostegni trasversali, non tutti dichiarati pubblicamente durante la campagna elettorale.
Secondo la nostra lettura politica, una parte degli ambienti riconducibili al centrodestra avrebbe avuto interesse a favorire Sodano al ballottaggio, per poi costruire dopo le elezioni un’intesa in Consiglio comunale.
Fino a oggi questa è rimasta una ricostruzione politica fondata sull’analisi dei comportamenti e degli equilibri.
Le parole di Vullo non provano da sole l’esistenza di un patto pre-elettorale.
Confermano però che, dopo le elezioni, il gruppo dell’MPA si è messo a completa disposizione del Sindaco e ha già partecipato a una riunione in sala Giunta per concordare un percorso condiviso.
Il segmento post-elettorale dell’accordo, dunque, emerge direttamente dalle dichiarazioni del vicepresidente vicario.
Resta da chiarire quando sia cominciato veramente il dialogo.
Dopo il voto?
Durante il ballottaggio?
Oppure prima ancora?
Vullo rappresenta soltanto se stesso o parla per Di Mauro?
Marco Vullo non è un consigliere isolato.
È vicepresidente vicario del Consiglio comunale ed esponente dell’MPA. Il suo partito fa riferimento a Roberto Di Mauro.
Quando afferma che «il gruppo è a tua completa disposizione», parla a titolo personale oppure esprime una linea concordata con il vertice politico?
Roberto Di Mauro era informato della riunione in sala Giunta?
Ha autorizzato la disponibilità del gruppo nei confronti di Sodano?
Quali condizioni ha posto?
E Riccardo Gallo partecipa allo stesso disegno politico?
La vicepresidenza di Giulio Cinque alla Fondazione Pirandello costituisce il collegamento tra l’area Gallo e l’Amministrazione?
A questo punto non bastano più dichiarazioni generiche sul bene della città.
Servono risposte politiche nette.
Le condizioni poste a Sodano
Vullo non offre soltanto sostegno.
Pone anche condizioni.
Chiede al Sindaco di smettere di richiamare continuamente le responsabilità della precedente Amministrazione.
Domanda nuove riunioni per condividere le scelte.
Invita Sodano ad accogliere le proposte provenienti dall’aula.
In altre parole, il centrodestra sembra disponibile a fornire i voti necessari, ma vuole partecipare alle decisioni.
Questo è il normale funzionamento di una maggioranza politica.
Chi garantisce i numeri chiede di incidere sugli indirizzi amministrativi.
Ma se questa maggioranza esiste, deve essere dichiarata.
Sodano non può continuare a presentarsi come il Sindaco del cambiamento sostenuto da Controcorrente mentre governa grazie all’MPA di Di Mauro e agli ambienti politici riconducibili a Gallo.
La Vardera cosa ne pensa?
Ismaele La Vardera deve adesso chiarire la posizione di Controcorrente.
È informato della riunione tra Sodano e i capigruppo?
Sapeva che l’aula si fosse messa «totalmente a disposizione» del Sindaco?
Condivide la collaborazione strutturale con l’MPA di Roberto Di Mauro?
Considera coerente con Controcorrente l’elezione di Giulio Cinque alla vicepresidenza della Fondazione Pirandello?
Ha autorizzato Sodano a costruire una nuova maggioranza con il centrodestra?
Oppure il Sindaco sta seguendo una strategia politica autonoma?
La Vardera non può denunciare a Palermo le vecchie logiche di potere e accettarle ad Agrigento soltanto perché servono a mantenere in vita l’Amministrazione guidata dal suo movimento.
L’inciucio è servito?
Le parole di Vullo non sono state pronunciate in una conversazione privata.
Sono state dette pubblicamente in Consiglio comunale.
Il vicepresidente vicario ha rivelato una precedente riunione in sala Giunta.
Ha affermato che l’aula si era messa totalmente a disposizione.
Ha confermato la completa disponibilità propria e del gruppo.
Ha difeso il diritto di Sodano ad avere tempo per amministrare.
Ha chiesto di condividere le prossime scelte.
Ha invitato il Sindaco a smettere di parlare del passato.
Che altro serve per riconoscere l’esistenza di un asse politico?
Forse manca soltanto il voto sugli strumenti finanziari.
Quando arriverà, nessuno potrà raccontarlo come un gesto improvviso o come una semplice assunzione di responsabilità.
Il percorso è già iniziato.
La riunione c’è già stata.
La disponibilità è stata dichiarata.
Le condizioni sono state poste.
Adesso rendano pubblico l’accordo
Sodano, Vullo e i capigruppo rendano noto il contenuto della riunione svolta in sala Giunta.
Dicano quali argomenti sono stati affrontati.
Spieghino se si sia parlato di bilancio e strumenti finanziari.
Chiariscano quali proposte siano state avanzate dal centrodestra.
Dicano se esista un accordo sulle future votazioni.
Vullo precisi se la disponibilità del gruppo sia stata concordata con Roberto Di Mauro.
Sodano spieghi se la vicepresidenza di Giulio Cinque alla Fondazione Pirandello rientri nel nuovo equilibrio.
Riccardo Gallo chiarisca se la propria area politica sosterrà l’Amministrazione.
La Vardera dica se Controcorrente approvi questa operazione.
Non è più tempo di formule ambigue.
Il centrodestra non può essere opposizione davanti agli elettori e maggioranza nelle stanze della Giunta.
Sodano non può promettere il cambiamento e poi cercare sostegno negli stessi ambienti politici che avrebbe dovuto superare.
Report Sicilia lo aveva anticipato
Report Sicilia aveva già posto la domanda: dopo l’elezione di Giulio Cinque alla vicepresidenza della Fondazione Pirandello, era pronto l’accordo Sodano-Di Mauro-Gallo per votare gli strumenti finanziari?
La risposta comincia ad arrivare dalle parole di Marco Vullo.
«Io sono a tua completa disposizione».
«Il gruppo è a tua completa disposizione».
«L’aula si era messa a disposizione totalmente».
Non sono interpretazioni del giornale.
Sono parole pronunciate in Consiglio comunale.
L’esistenza di un patto pre-elettorale deve ancora essere dimostrata attraverso fatti e documenti.
La disponibilità post-elettorale dell’MPA, invece, è stata dichiarata pubblicamente.
Adesso attendiamo il voto sul bilancio.
Se il centrodestra garantirà i numeri a Sodano, l’inciucio politico sarà definitivamente servito.
E gli agrigentini comprenderanno che il cambiamento promesso rischiava di essere soltanto il nome nuovo dato al più antico dei sistemi: governare insieme dopo essersi presentati divisi davanti agli elettori.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

